H
22/02/2026J
22/02/2026IBA – International Banking Act
L’International Banking Act è la normativa quadro che regola le licenze e le operazioni delle banche internazionali (spesso chiamate banche offshore) in una determinata giurisdizione. Questa legge stabilisce i requisiti di capitale minimo, i criteri di onorabilità per i soci e le procedure di conformità (AML/KYC) che le banche devono seguire. Per un investitore, comprendere l’IBA di un paese come il Panamá o le Bahamas è fondamentale per valutare la solidità e la sicurezza del sistema bancario locale. Una giurisdizione con un IBA moderno e rigoroso garantisce che le banche operino con standard internazionali, proteggendo i depositanti e assicurando che la banca mantenga l’accesso ai mercati globali attraverso relazioni stabili con banche corrispondenti.
IBAN (International Bank Account Number)
L’IBAN è lo standard internazionale utilizzato per identificare in modo univoco un conto corrente bancario. Creato originariamente per facilitare i pagamenti all’interno dell’Unione Europea, è oggi adottato da oltre 70 paesi nel mondo. Un codice IBAN contiene informazioni cruciali: il codice del paese, le cifre di controllo e il numero di conto nazionale (che in Italia include ABI e CAB). Nell’ottimizzazione fiscale internazionale, la scelta della giurisdizione dell’IBAN è strategica: disporre di un IBAN in un paese con una solida reputazione bancaria e stabilità politica facilita le transazioni commerciali globali, riduce i costi di trasferimento e minimizza il rischio di controlli invasivi da parte delle banche corrispondenti.
IBC – International Business Company
La IBC è una tipologia di società registrata in giurisdizioni a tassazione agevolata, concepita specificamente per svolgere attività commerciali a livello internazionale e non nel paese di registrazione. Storicamente, le IBC erano famose per la loro flessibilità, l’assenza di tasse locali e l’elevata riservatezza (come l’uso di azioni al portatore, oggi abolite). Nell’attuale panorama fiscale, le IBC si sono evolute per conformarsi agli standard di trasparenza globali. Rimangono uno strumento d’eccellenza per l’ottimizzazione fiscale, agendo come veicoli per il commercio internazionale, la detenzione di proprietà intellettuale o come holding personali, a patto che vengano rispettati i nuovi requisiti di sostanza economica e di comunicazione dei titolari effettivi.
IFC – International Financial Centre (Centro Finanziario Internazionale)
Un IFC è una giurisdizione (come Panamá, Singapore o il Lussemburgo) che ospita una concentrazione di istituzioni finanziarie internazionali, fornendo servizi che vanno dal banking alla gestione di asset, dai trust alle assicurazioni. Gli IFC si distinguono per un quadro legale sofisticato, stabilità politica e una forza lavoro altamente qualificata in ambito legale e tributario. Per chi pratica l’ottimizzazione fiscale, scegliere il giusto IFC non significa solo cercare tasse basse, ma individuare un ecosistema sicuro e riconosciuto che permetta di strutturare il patrimonio in modo che sia rispettato dalle autorità globali, facilitando la gestione di flussi finanziari complessi tra diverse giurisdizioni.
Imposta sul Valore Aggiunto (IVA / VAT)
Imposta indiretta sui consumi che colpisce ogni fase della produzione e distribuzione. Nell’ottimizzazione internazionale, la gestione dell’IVA è critica per l’e-commerce e i servizi digitali. Comprendere le regole sul “luogo della prestazione” permette di determinare dove l’imposta è dovuta. L’uso di strutture in giurisdizioni come il Panamá può essere vantaggioso per operazioni triangolari extra-UE, permettendo di ottimizzare i flussi di cassa ed evitare l’accumulo di crediti IVA difficili da rimborsare, sempre nel rispetto delle normative sulle soglie di vendita internazionali.
Imposta Sostitutiva (Substitute Tax)
Regime tributario che sostituisce le imposte ordinarie con un’aliquota fissa, solitamente più vantaggiosa (come la flat tax per i neo-residenti). Nell’ottimizzazione, l’analisi di queste imposte è fondamentale per chi decide di rimpatriare capitali o stabilire rendite finanziarie. Scegliere un investimento soggetto a imposta sostitutiva anziché alla tassazione progressiva aumenta drasticamente il rendimento netto e semplifica gli obblighi di dichiarazione nel paese di residenza.
Incentivi Fiscali (Tax Incentives)
Agevolazioni concesse dai governi (esenzioni, crediti d’imposta, ammortamenti accelerati) per stimolare investimenti in settori specifici come la logistica o la tecnologia. Un’ottimizzazione professionale analizza queste leggi speciali che, in giurisdizioni strategiche, possono azzerare il carico fiscale per decenni. Il rispetto dei requisiti di investimento garantisce che il risparmio fiscale sia solido e non contestabile dalle autorità.
Intangible Assets (Beni Immateriali)
Marchi, brevetti e software sono strumenti d’eccellenza per l’ottimizzazione fiscale data la loro natura dematerializzata. Localizzare la proprietà intellettuale in una società con tassazione agevolata (IP Box) permette di incassare royalties con un carico fiscale minimo. Tuttavia, è essenziale che la struttura sia supportata da una reale attività di sviluppo nel paese scelto (sostanza economica) per conformarsi ai requisiti OCSE e proteggersi dalle normative anti-elusione.
Interessi Passivi (Interest Expenses)
Costi sostenuti da una società per il debito. Nella pianificazione internazionale, il finanziamento infragruppo permette di spostare ricchezza tramite il pagamento di interessi deducibili in paesi ad alta tassazione verso giurisdizioni a tassazione ridotta. Questa pratica richiede un equilibrio millimetrico per rispettare le norme sulla “Capitalizzazione Sottile” (Thin Capitalization) e i limiti alla deducibilità previsti dal progetto BEPS, garantendo la congruità dei tassi applicati.
Investimento Diretto Estero (FDI – Foreign Direct Investment)
Acquisizione di una partecipazione duratura in un’impresa straniera, implicando controllo o gestione. A differenza degli investimenti puramente finanziari, l’FDI segnala una sostanza economica reale. Le strategie per gli FDI si concentrano sulla scelta di holding efficienti per facilitare l’ingresso del capitale e la successiva uscita senza subire tassazioni punitive sulle plusvalenze, sfruttando i trattati bilaterali di protezione degli investimenti (BIT).
Investment Company (Società di Investimento)
Una Investment Company è un’entità giuridica il cui scopo primario è la detenzione e la gestione di un portafoglio di attività finanziarie (azioni, obbligazioni, fondi) o immobiliari per conto dei propri azionisti. Nell’ottimizzazione fiscale internazionale, queste società vengono spesso costituite in giurisdizioni che offrono regimi di neutralità fiscale, dove i redditi da capitale (interessi e dividendi) non sono tassati a livello societario. Questo permette al capitale di crescere mediante l’interesse composto senza essere eroso annualmente dalle imposte, differendo il prelievo fiscale al momento della distribuzione dei proventi ai beneficiari finali, ottimizzando così l’efficienza globale dell’investimento.
IRES / IRPEF (Contesto Internazionale)
Imposte nazionali italiane (su società e persone fisiche) la cui comprensione è vitale per l’ottimizzazione transfrontaliere. Il rischio principale per chi opera all’estero è la “tassazione mondiale”, dove lo Stato di origine tenta di tassare redditi prodotti fuori dai confini. La pianificazione mira a interrompere legalmente questo legame tramite il trasferimento della residenza fiscale o l’uso di convenzioni, assicurando che i redditi esteri non siano soggetti a doppia tassazione o riqualificazione forzata.
« Back to Glossary Index