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La maggior parte delle persone che si affacciano al mondo della blockchain, criptomonete e metaverso lo fanno spinti da una voglia di cambiare vita
Gli entusiasti della blockchain, cripto, NFT e metaverso, vedono questo nuovo mondo come un’opportunità per cambiare vita. E lo è. Ma come in ogni grande cambio o svolta, ci sono pericoli e timori da superare. Operare sulla blockchain ci permette di vivere dove si vuole o fare i nomadi digitali. Ma attenzione, non è tutto oro quello che luccica.
L’avvocato Giovanni Caporaso Gottlieb fece la prima svolta 35 anni fa, quando da Roma si trasferì a Panama. Oggi dice di aver fatto la seconda svolta portando il suo studio legale ad essere all’avanguardia nell’offerta di servizi relazionati agli imprenditori della blockchain e in difesa dei consumatori.
I servizi di blockchain hanno cambiato la vita a molti, facilitando scambi e transazioni. Attraverso i contratti intelligenti su blockchain molti tipi di transazioni possono essere fatte in maniera più snella e sicura. Sulla blockchain si sono sviluppati nuovi business, opportunità d’affari e modalità di gestire la burocrazia. Anche i governi offrono servizi su blockchain e monete digitali.
Purtroppo, come in ogni nuovo campo, anche la malavita e i truffatori hanno trovato un terreno facile: per ignoranza dei consumatori e lacune legislative. Ancora una volta si è aperta una disputa tra proibizionisti e libertari. Ma, i cambiamenti e le rivoluzioni non si possono fermare.
Quali sono i migliori business che si possono sviluppare oggi sulla blockchain?
Oggi i migliori business sulla blockchain non sono quelli basati sulla speculazione pura, ma quelli che risolvono problemi reali: pagamenti, tracciabilità, identità digitale, contratti, tokenizzazione di beni e servizi finanziari regolamentati.
Il settore più forte è quello dei pagamenti in stablecoin. Le stablecoin stanno diventando uno strumento pratico per pagamenti internazionali, incassi da clienti esteri, rimesse, liquidità aziendale e commercio digitale. Nel 2026 anche le banche europee stanno entrando in questo mercato: il progetto Qivalis, sostenuto da 37 banche europee, punta proprio a creare una stablecoin in euro per pagamenti transfrontalieri e regolamento digitale. Questo dimostra che il settore non è più solo crypto, ma anche bancario e istituzionale.
Un secondo business molto promettente è la tokenizzazione di beni reali, chiamata spesso RWA, cioè Real World Assets. Significa rappresentare su blockchain beni come immobili, crediti, fatture, quote societarie, oro, materie prime, fondi o strumenti finanziari. Secondo il World Economic Forum, la tokenizzazione è una delle principali tendenze del 2026, soprattutto perché anche le istituzioni finanziarie tradizionali stanno sperimentando questo modello.
Un terzo settore interessante è la tokenizzazione immobiliare. Permette di frazionare economicamente un progetto immobiliare, semplificare la gestione degli investitori, automatizzare distribuzioni e creare maggiore trasparenza documentale. Tuttavia, questo modello deve essere strutturato con grande attenzione, perché spesso ricade nella normativa sui valori mobiliari, fondi di investimento, offerte pubbliche o servizi finanziari. Non basta creare un token. Serve una struttura legale seria.
Un altro business con molto potenziale è la blockchain per la compliance. Le aziende hanno bisogno di strumenti per KYC, antiriciclaggio, verifica dell’identità, prova di origine dei fondi, audit trail e conservazione sicura dei documenti. In questo campo la blockchain può servire non per “nascondere” informazioni, ma per dimostrare integrità, data certa e tracciabilità. È un settore adatto a studi legali, fintech, banche, assicurazioni, società immobiliari e operatori internazionali.
Anche la supply chain resta un settore valido. La blockchain può tracciare prodotti agricoli, farmaceutici, alimentari, minerari, logistici o di lusso. Il valore nasce quando il cliente deve provare origine, autenticità, certificazioni, sostenibilità o passaggi doganali. Per esempio, un’impresa che esporta caffè, cacao, prodotti agricoli o beni di valore può usare blockchain per rafforzare fiducia e trasparenza verso compratori internazionali.
La blockchain non è solo cripto
Un altro modello utile è quello dei contratti intelligenti per pagamenti automatici. Gli smart contract possono gestire escrow, pagamenti condizionati, royalties, licenze digitali, abbonamenti, noleggi, distribuzione di utili o commissioni. Il vantaggio non è la moda tecnologica, ma la riduzione di intermediari, errori e controversie operative.
Il settore legaltech su blockchain è particolarmente interessante. Si possono sviluppare servizi per registrare prove digitali, certificare documenti, proteggere proprietà intellettuale, gestire firme, conservare contratti e creare registri privati verificabili. Per uno studio legale, questo può diventare un servizio complementare ad alto valore, soprattutto per clienti internazionali, società offshore, fondazioni, patrimoni familiari e operazioni commerciali complesse.
Un altro business in crescita è l’infrastruttura per aziende Web3. Molte imprese vogliono entrare nel settore, ma non sanno come strutturarsi. Qui c’è spazio per servizi di consulenza, costituzione societaria, licenze, compliance, apertura di conti, white paper, tokenomics, governance, DAO e revisione contrattuale. Però è un settore regolamentato. In Europa, per esempio, MiCA introduce regole uniformi per crypto-asset, emissione di token, prestatori di servizi crypto, trasparenza, autorizzazioni e supervisione.
Per un business serio, io metterei al primo posto questi modelli: pagamenti internazionali in stablecoin per aziende, tokenizzazione di beni reali, tokenizzazione immobiliare regolamentata, compliance blockchain, legaltech documentale, tracciabilità commerciale e consulenza Web3 per imprese.
Il punto decisivo è evitare il modello “creiamo un token e poi vediamo”. Oggi il mercato premia progetti con utilità concreta, utenti reali, struttura legale, compliance bancaria e sostenibilità commerciale. La blockchain funziona meglio quando risolve un problema costoso: trasferire valore, provare autenticità, ridurre tempi, automatizzare pagamenti o rendere verificabile un’informazione.
Servizi legali su misura
C’è una mancanza di cultura specifica e si è aperta una breccia generazionale. I legislatori si stanno affrettando a creare normative, ma spesso anche loro sono disinformati. Il mondo è diviso in due, tra chi vede nella blockchain e le sue applicazioni un sistema più libertario e decentralizzato e chi ha paura del cambio e afferma che è tutto un bluff.
L’avvocato Giovanni Caporaso Gottlieb ha sviluppato una task force di consulenti e specialisti che hanno permesso allo studio Caporaso & Partners di sviluppare servizi legali su misura per imprenditori interessati ad espandere le proprie attività in questo campo, e per proteggere i fruitori di questi servizi da truffe e abusi di nuove strutture finanziare, spesso non regolamentate.
¨Bisogna creare una cultura di massa sulla blockchain¨ afferma l’avvocato Caporaso, e continua: ¨I cybercriminali approfittano del divario culturale che si è creato in questo campo, per attaccare le persone meno informate o avide di guadagni facili. È inutile il proibizionismo se persiste la disinformazione. Condannare o proibire le criptomonete è insensato. Sarebbe come proibire i titoli di borsa perché si sono gruppi finanziari senza scrupolo che spacciano i loro titoli spazzatura. Come in ogni campo, un’informazione precisa e dettagliata crea una coscienza.




